Distacco di retina
Mosche volanti o lampi di luce sono i primi segnali della malattia che causa cecità
Una rottura precocemente diagnosticata è rapidamente guaribile con un trattamento laser ad argon
In Italia ogni anno si registrano numerosi casi di distacco della retina, patologia che porta a una progressiva perdita della vista. Il fenomeno si verifica specialmente nei mesi più caldi, in concomitanza con la disidratazione tipica di questo periodo. A spiegare meglio di cosa si tratta è il dottor Angelo L’Abbate, specialista in oculistica.
Dottor L’Abbate, cosa si intende per distacco retinico e cosa succede all’interno dell’occhio?
«L’origine del distacco di retina cosiddetto idiopatico, quello cioè che avviene non per le malattie oculari, è riconducibile a fenomeni degenerativi della retina e del corpo vitreo, una sorta di gel che riempie il bulbo oculare. Il corpo vitreo costituisce circa i due terzi dell’intero volume dell’occhio ed è situato tra il cristallino e la retina; la sostanza che lo costituisce, detta umor vitreo, è composta quasi per la totalità da acqua e solo in minima percentuale, circa l’un per cento, da collagene, acido ialuronico, zuccheri, proteine solubili, cellule vitree e da fibrille vitreali che ne costituiscono l’impalcatura. Con gli anni il vitreo perde integrità, compattezza e la sua componente acquosa e si contrae, come una spugna strizzata, distaccandosi progressivamente dalla retina. Oltre all’invecchiamento anche altri fattori possono causare la perdita della componente acquosa del vitreo; tra questi vi sono, ad esempio, l’eccessivo caldo, la sudorazione o i traumi. Quando la retina presenta fenomeni degenerativi alla sua periferia non riconosciuti e adeguatamente trattati in occasione dei controlli oculistici, il vitreo, distaccandosi, può determinare lacerazioni o ‘fori’ a carico della retina, in corrispondenza dei punti deboli di questa membrana nervosa. Si crea, così, un’interruzione nella retina e la conseguente infiltrazione di liquido può finire per distaccarla»
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