Missioni umanitarie

Proseguendo con un impegno iniziato nel lontano 1992 con la prima missione umanitaria svolta in Rwanda, nell'agosto 2014 abbiamo svolto una missione umanitaria in Benin, uno degli stati più poveri dell'Africa.

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Distacco di retina

Mosche volanti o lampi di luce sono i primi segnali della malattia che causa cecità

Una rottura precocemente diagnosticata è rapidamente guaribile con un trattamento laser ad argon

In Italia ogni anno si registrano numerosi casi di distacco della retina, patologia che porta a una progressiva perdita della vista. Il fenomeno si verifica specialmente nei mesi più caldi, in concomitanza con la disidratazione tipica di questo periodo. A spiegare meglio di cosa si tratta è il dottor Angelo L’Abbate, specialista in oculistica.

Dottor L’Abbate, cosa si intende per distacco retinico e cosa succede all’interno dell’occhio? 

«L’origine del distacco di retina cosiddetto idiopatico, quello cioè che avviene non per le malattie oculari, è riconducibile a fenomeni degenerativi della retina e del corpo vitreo, una sorta di gel che riempie il bulbo oculare. Il corpo vitreo costituisce circa i due terzi dell’intero volume dell’occhio ed è situato tra il cristallino e la retina; la sostanza che lo costituisce, detta umor vitreo, è composta quasi per la totalità da acqua e solo in minima percentuale, circa l’un per cento, da collagene, acido ialuronico, zuccheri, proteine solubili, cellule vitree e da fibrille vitreali che ne costituiscono l’impalcatura. Con gli anni il vitreo perde integrità, compattezza e la sua componente acquosa e si contrae, come una spugna strizzata, distaccandosi progressivamente dalla retina. Oltre all’invecchiamento anche altri fattori possono causare la perdita della componente acquosa del vitreo; tra questi vi sono, ad esempio, l’eccessivo caldo, la sudorazione o i traumi. Quando la retina presenta fenomeni degenerativi alla sua periferia non riconosciuti e adeguatamente trattati in occasione dei controlli oculistici, il vitreo, distaccandosi, può determinare lacerazioni o ‘fori’ a carico della retina, in corrispondenza dei punti deboli di questa membrana nervosa. Si crea, così, un’interruzione nella retina e la conseguente infiltrazione di liquido può finire per distaccarla»

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