Missioni umanitarie

Proseguendo con un impegno iniziato nel lontano 1992 con la prima missione umanitaria svolta in Rwanda, nell'agosto 2014 abbiamo svolto una missione umanitaria in Benin, uno degli stati più poveri dell'Africa.

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Cheratocono

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Si definisce cheratocono una malattia degenerativa caratterizzata dallo sfiancamento dell’apice corneale (ectasia) che assume la forma di un cono. Di profilo la superficie oculare diventa quindi più sporgente. Colpisce entrambi gli occhi, anche se con diverso grado evolutivo.

Quali sono le cause?

Le cause certe non sono note. Ci potrebbe essere una predisposizione genetica. Tuttavia l’ereditarietà non è ben determinata, le probabilità di trasmetterlo ai figli sono inferiori al 10%. E’ maggiormente associato con alcune malattie (Down e collagenopatie) e possono essere considerati fattori di rischio piccoli traumi oculari ripetuti nel tempo come il frequente sfregamento degli occhi durante le crisi allergiche.

Come si manifesta la malattia?

Nel cheratocono la cornea si indebolisce, a causa di un processo degenerativo delle fibre collagene, si assottiglia progressivamente e si sfianca in avanti, nei casi più gravi arriva alla perforazione.

Quali sono i sintomi?

Il cheratocono è caratterizzato da un astigmatismo irregolare. Il più delle volte è associato a miopia, raramente ad ipermetropia. Il cheratocono normalmente non dà dolore a meno che non avvenga un rapido sfiancamento della cornea e la sua perforazione. Si possono avere, dunque, forme lievissime, asintomatiche, diagnosticate solo topograficamente e forme molto gravi in cui la deformazione e l’assottigliamento della cornea producono un astigmatismo irregolare molto elevato e delle opacità centrali che limitano fortemente la visione. Tra questi due estremi si osservano tutti i quadri intermedi.

Come si diagnostica e qual è l’età di insorgenza?

Il cheratocono si diagnostica con l’oftalmometria (misurazione della cornea). È bene ricordare che il cheratocono non è sinonimo di astigmatismo. Chi ha un astigmatismo elevato non è detto che abbia anche questa patologia. Lo strumento principale per la sua diagnosi e per la valutazione della gravità è la topografia corneale altitudinale (pentacam-orbscan) che mostra la conformazione sia della superficie anteriore, sia di quella posteriore della cornea, a questo esame deve essere sempre associata la misurazione dello spessore corneale. Il cheratocono non è presente alla nascita, inizia spesso a manifestarsi con la pubertà e progredisce. Generalmente dopo la terza-quarta decade di vita il cheratocono tende spontaneamente ad autolimitarsi. Tuttavia la sua progressività è comunque imprevedibile.

Quanto è diffuso?

L’incidenza del cheratocono riportata in letteratura è di 1 ogni 1000 abitanti. Nel 20% dei casi i pazienti affetti da cheratocono possono andare incontro alla necessità di eseguire un intervento chirurgico.

Quale terapia si può adottare?

Le forme più lievi corrispondenti al I-II stadio possono essere corrette con gli occhiali. Nel II-III stadio la deformazione del centro della cornea diventa maggiore e l’astigmatismo corneale può rendere necessario l’uso di lenti a contatto gas permeabili. Nel IV stadio il difetto visivo è importante e non correggibile se non chirurgicamente ricorrendo al trapianto di cornea (obbligatoria se si è verificata la perforazione).

Cos’è il cross-linking?

Il cross-linking del collagene corneale mediante riboflavina è una metodica innovativa che si propone di arrestare o rallentare la progressione del cheratocono, migliorando l’acutezza visiva nel 65% dei pazienti trattati. Il trattamento è minimamente invasivo ed ha come risultato finale quello di rendere la cornea più rigida tramite la creazione di legami tra le fibre collegane stromali. Tale metodica si può proporre soltanto nei casi di cheratocono evolutivo ma ancora al II-III stadio con spessore corneale > 400 micron.

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